Quadri dipinti ad olio su tela di Cristina Rotasso

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La stampa

Tra archeologia Industriale, città e metropoli al Palazzo Ducale di Revere


Al Palazzo Ducale di Revere in provincia di Mantova tornano da sabato 9 Aprile le mostre collettive con grandi artisti. Nelle sale Ludovico II al secondo piano della reggia dei Gonzaga sarà inaugurata alle ore 18.00 alla presenza del Sindaco Sergio Faioni, la mostra “Tra archeologia industriale, città e metropoli”. Per tutti i visitatori sarà a disposizione il catalogo in omaggio. Curata e presentata da Barbara Ghisi, resterà aperta al pubblico fino al 1° Maggio compreso.
Tra gli artisti presenti il maestro Alfredo Pini, modenese originario di Mirandola. Nel 1986 si trasferisce a Ferrara dove inaugura con due soci la galleria Lacerba. Determinante per lui la frequentazione di artisti come Eugenio Carmi, Bruno Cassinari,  Mario Schifano, Antonio Pedretti e Luca Alinari. Nel 1997 espone all’estero presso la Lineart di Gent in Belgio, poi approda sul mercato statunitense con la Bellini’s fine art Gallery in California. Inizia ,anni dopo, la collaborazione con la galleria Orler di Abano Terme. Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
Pietro Anceschi classe 1985, è pittore, incisore e street artist. Diplomato presso l’Istituto d’Arte G. Chierici di Reggio Emilia e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista poliedrico, nel novembre del 2014 inaugura la sua prima mostra personale nell'ambito della "Biennale del Disegno" promossa dalla città di Rimini. La sua pittura va dal graffitismo al neoespressionismo, senza tralasciare intuizioni intermedie.
Tino Rusconi è nato a Lecco nel 1958, ma vive da sempre a Bergamo. Ha conquistato una sua personalissima cifra stilistica basata su alcuni light motiv di tonalità, di arabesco, di struttura.
Numerose le mostre personali in gallerie in Italia e all’estero, solo per citarne alcune: la Arteitalia di Pescara, la Artequadri di Camposanpiero di Padova, la Ortarte a Novara, la Galerie Art Prestige Mougins V. in Francia, la Itars a Nizza in Francia e la Oocker-Cranendonck in Olanda.
Gabriele Casarosa è nato e vive a Livorno. Abile nel disegno architettonico appreso come ingegnere, è autore di tecniche deformanti e di resa dei dettagli che lo connotano. Esprime su tela il fascino esercitato dalle metropoli visitate durante i suoi viaggi alla ricerca di Arte e Architettura. Opere ispirate alle case decorate nel mondo, dalla riscoperta e valorizzazione della decorazione radicata nella cultura dei popoli  visitati e studiati, alla provocazione verso la realtà contemporanea.
Cristina Rotasso è nata ad Agordo di Belluno nel 1970 ed è diplomata all’Istituto d’Arte di Roma. Dopo aver seguito a Belluno le lezioni del pittore Livio Maraga, ha iniziato a frequentare i corsi di nudo del maestro Roberto Totaro. Dipinge ad olio per ottenere la massima brillantezza nel colore e nella luce. Amante della propria nazione, ritrae le città italiane nella speranza di sensibilizzare il prossimo verso la loro bellezza.
Il bolognese Daniele Galloni nato nel 1959 è appassionato di pittura fin da adolescente. Ha frequentato maestri d’arte che l’hanno iniziato alle varie tecniche, dall’incisione alla serigrafia fino alla pittura ad olio su tela. Negli ultimi anni ha dipinto principalmente paesaggi, alternando quelli naturali a quelli industriali. Di recentemente ha ristretto il suo interesse alle architetture industriali, per lui estremamente contemporanei e vicini alla sua esperienza di vita.
L’architetto e pittore Iglis Zorzi è nato a Pescantina di Verona nel 1943. Dice: “Considero pittura l’arte di riempire gli occhi, il cuore e la mente di emozioni, impressioni che elevano la fantasia di ognuno verso nuove sensazioni  e ci trasporta  in un panorama che diventa simbolo di bellezza, di freschezza. In un mondo  dove stati emotivi  possono divenire condizioni  ideali”. Iglis Zorzi fa parte degli artisti della SBAV  Società delle Belle Arti di Verona, come anche il pittore Nilo Bazzani, veronese di Isola della Scala. Bazzani dopo gli studi artistici ha mantenuto costante l’interesse per la pittura e l’arte, partecipando a mostre anche all’estero a partire dal 1977, come negli Emirati Arabi, in Russia e ad Innsbruck. Attualmente svolge l’attività di decoratore artistico ed è insegnante di disegno presso associazioni culturali di Isola della Scala, di Nogara e di Cà di David nel veronese. Mostra da non perdere! Info cell. 328 8662152.

Barbara Ghisi


L'olio che dipinge emozioni
nei quadri di Manuela Prestileo e Cristina Rotasso

Cosa vuol dire dipingere? Alcuni pensano che un bravo artista della tela sia colui che riesce a riprodurre la realtà il più fedelmente possibile. Nulla di più lontano dal vero. Dipingere vuol dire certamente saper osservare, ma la bravura dell'artista non sta nel riprodurre la realtà tale e quale, quanto nello scovare in ogni dettaglio, in ogni punto di luce e zona d'ombra la bellezza di quello che viole rappresentare; significa rivedere la realtà con occhi nuovi, plasmandola con la profondità delle proprie emozioni e colorandola della propria sensibilità. In questo concetto si può riassumere la passione travolgente che asprimono, in maniera diversa e quasi complementare, Manuela Prestileo e Cristina Rotasso, due giovani artiste che lo scorso agosto hanno esposto alcune delle loro opere in una mostra presso la Biblioteca di S. Giustina. Si è trattato di un'esposizione molto eterogenea in cui le tinte incantevoli dei paesaggi di Cristina, intrisi di particolari e dettagli, ben si accostano alla sobria semplicità dele nature morte di Manuela. Due stili molto diversi, così come sono diversi i percorsi artistici di queste due ragazze. Cristina con un background formativo dell'istitudo d'arte e diverse esposizioni al suo attivo, riversa nelle sue opere la grande passione per i viaggi e la voglia di catturare qualcosa del mondo che la circonda. Manuela invece si è avvicinata al disegno da autodidatta, sperimentando diverse tecniche, stili e soggetti, e approdando solo di recente al dipinto a olio, grazie anche allo zio Enzo Prestileo, pittore professionista che ora le fa da mentore. A rendere ancor più varia la mostra anche alcuni disegni ad acrilico, per lo più quadri figurativo-astratti. Sia Manuela che Cristina adesso stanno frequentando un corso di nudo condotto da Roberto Totaro, per ampliare i loro orizzonti artistici. Nel frattempo è in programma un'esposizione presso la Gelateria Pasticceria "Ornella" a Campo San Pietro (comune di Mel) a partire dall'11 dicembre. In bocca al lupo!


Daniele Pol

(da Il Veses N° 10 - 2010)



Il "silenzio" il tema clou delle tele di Cristina Rotasso
In Birreria Pedavena la prima mostra della pittrice


Il "silenzio" è il tema caro a Cristina Rotasso, pittrice esordiente, le cui opere vengono esposte nella Sala degli Elefanti della Birreria Pedavena. La mostra, curata da Adriana Querincing Lanciato per il Centro Culturale Europeo Carlo Rizzarda di Feltre, è stata inaugurata ieri sera. Cristina Rotasso è nata e vissuta fino all’adolescenza in Agordo circondata dai silenzi di ambienti montani che ritornano nelle sue tele migliori. Di carattere schivo, ha maturato una sintonia con il mondo naturale che cerca di riprodurre ascoltando le molteplici vibrazioni del silenzio che scivola tra le cenge, gli anfratti e i precipizi dei monti o che accompagna il respiro e le movenze degli animali che accarezza con il pennello. Talvolta la pittrice sembra nei suoi soggetti, lasciarsi prendere dal fiabesco e dal misterioso che riemergono  dai ricordi d’infanzia in cui pare cogliere, soprattutto nella riproduzione di visioni alpine, il senso profondo dell’armonioso equilibrio tra esseri viventi e ambiente. La pittrice ha frequentato l’Istituto d’arte e ha imparato ad apprezzare, da cui frequenti rimandi nelle sue opere, la precisione meticolosa dei pittori fiamminghi, la grazia decorativa delle composizioni floreali maggiormente del periodo barocco, ma soprattutto gli effetti di luce resi dagli artisti dell’Ottocento, non ultimo il Bellunese Ippolito Caffi. Dai ricordi di viaggio offre una visione di immagini trasformate da una patina malinconica e solitaria in cui la rara presenza dell’uomo appare come ombra affiorante dal passato. La mostra si concluderà il 2 novembre.


Giuseppina Boranga

(dal Corriere delle Alpi del 24 Luglio 2008)



Cristina Rotasso e le montagne

Prosegue fino al 2 novembre nella sala degli Elefanti della Birreria Pedavena l'esposizione di quadri della pittrice bellunese Cristina Rotasso. La rassegna culturale è stata promossa dal Centro culturale Carlo Rizzarda. All'inagurazione, che si è tenuta a fine luglio, il mese scorso Nino Bonan ha sottolineato quanto il territorio, le montagne incidano profondamente su di noi. "Dentro le opere di Cristina Rotasso - ha detto l'ingegner Bonan - c'è il ritratto del silenzio, della maestosità delle alte cime". Franco Zaetta, sindaco di Pedavena, nel ripercorrere le vicissitudini della Birreria, ha detto che queste iniziative culturali si coniugano perfettamente con i momenti di svago in una importante sinegia. Giuseppina Boranga ha parlato della montagna, quale soggetto principale delle opere iniziali di Cristina Rotasso: il Pelmo, il Civetta, la Tofana, il Cristallo, le Pale di San Martino. "Il quadro è l'impronta digitale del pittore e attraverso esso emerge il carattere e le esperienze socio-culturali dell'artista" ha detto Giuseppina Boranga, nel presentare la pittrice.  "Cristina nasce ad Agordo, attorniata dalle montagne che in un primo momento le incutono timore, ma poi, nel corso degli anni, questo sentimento diventa serenità. Impara sin da giovane ad amare la natura e gli animali" ha proseguito Boranga. Durante la sua permanenza a Roma, Cristina frequenta l'Istituto d'Arte diplomandosi in Decorazione Pittorica. Questo per lei è un periodo felice perchè nella capitale vede da vicino l'arte. In particolare scopre la scuola fiamminga, l'aspetto floreale dell'epoca barocca del '600 e lo studio della luce dei pittori dell'800. Tutti temi che ritroviamo nella quarantina di opere esposte a Pedavena. Dai paesaggi di montagna, ai ricordi di viaggio con scorci di Siena, Urbino, Pavia e della vecchia Feltre. Opere quest'ultime, caratterizzate dal fascino e il mistero della luce notturna. Come spiega il video curato da Evelina Reolon che riproduce la sequenza dei quadri esposti.


Roberto De Nart

(da La Pagina)



Due artisti da apprezzare
Maraga e Rotasso espongono all'ex filatura

Sedico. Due artisti di Sedico espongono a Feltre: Livio Maraga, artista poliedrico che in questi anni si è distinto per essersi cimentato con numerose tecniche pittoriche e Cristina Rotasso, giovane artista che abita a Mas di Sedico, espongono le loro opere fino a Sabato 20 gennaio nei locali dell'ex filatura di Feltre, nelle vicinanze della casa di cura Villabruna-Bellati. Una cinquantina le opere portate in esposizione dai due artisti, dando così l'opportunità al visitatore della mostra di poter ammirare le varie tecniche e le varie tematiche affrontate sulla tela dei loro quadri. Per quanto riguarda i loro curricula, Livio Maraga è artista conosciuto nel panorama non solo provinciale, ma anche nazionale per essersi cimantato con varie tecniche, dalla pittura ad olio fino all'affresco: numerose sono le testimonianze sui muri degli edifici della sua opera da affreschista. Non meno prolifica è stata e continua ad essere la sua produzioni di quadri, con tecniche e temi affrontati sempre diversi. Cristina Rotasso, diplomatasi all'Istituto d'Arte di Roma, ha partecipato ai corsi tenuti dallo stesso Maraga a Sedico negli anni 2000, 2001 e 2003, oltre che a quello conclusosi qualche settimana fa. La sua pittura realista rappresenta sopratutto i paesaggi di montagna delle Dolomiti bellunesi. L'artista è già stata protagonista anche di una mostra personale, alla gelateria Ornella di Mel. La mostra, come detto, rimarrà aperta fino a sabato 20 gennaio, nelle giornate di Sabaro e domenica, con orario dalle 16 alle 19.


Stefano Triches

(dal Corriere delle Alpi del 31 dicembre 2006)



Cristina Rotasso in mostra
Da sabato alla Gelateria Ornella di Campo S. Pietro

Mel. Una nuova personale di pittura viene inaugurata sabato prossimo alle 17,30 nella gelateria "Ornella" a Campo S. Pietro di Mel. In questa occasione si propone al pubblico Cristina Rotasso, una pittrice figurativa. L'esposizione presenta infatti quadri ad olio in cui si coglie l'intimo legame della pittrice con i luoghi o con gli animali a lei cari. Quadri facili da comprendere per il visitatore che può ritrovare scorci particolari del paesaggio bellunese, villaggi ammantati di neve, vedute note ai visitatori. Le opere, attraverso l'uso di colori squillanti e vivi e una sicura definizione del disegno, rappresentano un omaggio personale all'ambiente bellunese. L'intervento critico è a cura di Pia Palmieri Gaio. L'esposizione si può visitare tutti i giorni, escluso il lunedì fino al 9 maggio. Gli orari sono quelli del locale, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 24.


Aurora Pison

(dal Corriere delle Alpi di Giovedi 6 aprile 2006)



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